Tirocinio Pratico Valutativo

Tirocinio Pratico Valutativo (TPV)

Il Tirocinio Pratico Valutativo (TPV), previsto dalla normativa, rappresenta un momento formativo di primaria importanza all’interno del Corso di Laurea professionalizzante abilitante TeDCAT.

Lo studente può svolgere il TPV presso diverse tipologie di soggetti ospitanti, quali studi professionali, amministrazioni pubbliche, imprese del settore o enti di ricerca, partecipando alle attività tipiche della realtà lavorativa in cui è inserito. 

Durante il tirocinio, oltre a eseguire le mansioni assegnate, lo studente è tenuto a curare con particolare attenzione gli aspetti formativi, in stretta collaborazione con il tutor aziendale e con quello accademico. Ciò implica non solo l’applicazione operativa delle competenze acquisite, ma anche la comprensione dei principi che regolano le diverse attività, l’analisi critica dei processi, la formulazione di quesiti per chiarire eventuali dubbi e l’approfondimento autonomo attraverso la documentazione e lo studio. L’obiettivo è trasformare l’esperienza pratica in un percorso di apprendimento consapevole, capace di consolidare le competenze professionali e di favorire la crescita come futuro geometra laureato.

La durata del TPV varia in base al percorso formativo intrapreso. In particolare:

  • 1.200 ore, equivalenti a 48 CFU, se svolto presso realtà professionali;
  • 900 ore, equivalenti a 36 CFU, se svolte presso aziende o altre sedi (ad esempio, Pubbliche Amministrazioni). In quest’ultimo caso, la normativa prevede che i rimanenti 12 CFU siano acquisiti mediante la frequenza di corsi organizzati in collaborazione con le organizzazioni professionali, dedicati all’ordinamento e all’etica professionale, nonché ad altri temi strettamente connessi all’attività professionale.

Il tirocinio può essere svolto per un massimo di 40 ore settimanali. Lo studente, in accordo con la sede ospitante, definisce il proprio impegno e il calendario delle presenze, che possono essere modulati in base alle esigenze del tirocinante e/o dell’organizzazione ospitante.

Nell’arco del periodo di svolgimento del TPV, è inoltre possibile suddividere l’esperienza tra due soggetti ospitanti, purché il tempo dedicato a ciascuno sia congruo rispetto agli obiettivi formativi previsti.

Affinché sia riconosciuto come TPV, l’attività svolta presso il soggetto ospitante deve rientrare nelle seguenti tematiche:

  • rilevamento topografico (incluse le applicazioni geomatiche) e architettonico
  • metodologie digitali di supporto alla pianificazione e progettazione
  • supporto al monitoraggio e alla diagnostica delle strutture, delle infrastrutture, del territorio e degli impianti accessori
  • gestione di banche dati catastali, demaniali e degli enti locali
  • attività agronomiche e di sviluppo rurale
  • valutazioni estimative
  • contabilità dei lavori
  • sicurezza nei cantieri e nei luoghi di lavoro
  • certificazione energetica e della sostenibilità e salubrità degli ambienti
  • redazione di pratiche edilizie, di capitolati tecnici, di piani di manutenzione e attività di consulenza tecnica forense
  • progettazione, direzione dei lavori e vigilanza degli aspetti architettonici, strutturali, distributivi e impiantistici relativi alle costruzioni modeste (queste ultime da intendersi come quelle costruzioni per le quali sono utilizzabili metodologie standardizzate)

Requisiti per lo svolgimento del TPV

Il Tirocinio Pratico Valutativo può essere avviato dagli studenti che soddisfano entrambe le seguenti condizioni:

  • essere iscritti al terzo anno del Corso di Laurea, in regola con la posizione contributiva;
  • aver acquisito e verbalizzato almeno 70 CFU a libretto.

 

Attivazione del TPV

Le attività di tirocinio possono essere avviate a partire dall’inizio del terzo anno accademico. Il tirocinio può essere svolto esclusivamente presso un soggetto ospitante con il quale sia attiva una convenzione con l’Università.

Sono già disponibili numerose convenzioni con studi professionali, enti e aziende; resta comunque possibile attivare tirocini anche presso nuovi soggetti ospitanti. L’Università supporta gli studenti nell’individuazione di opportunità coerenti con i loro interessi professionali e con la collocazione geografica desiderata, fermo restando la possibilità, per lo studente, di proporre autonomamente una sede di tirocinio.

Se sussiste una convenzione attiva tra l’Università e il soggetto ospitante, è possibile presentare il Progetto Formativo, necessario per l’avvio del tirocinio. Il documento riporta una descrizione sintetica delle attività previste, l’indicazione del tutor aziendale e del tutor accademico, le date di inizio e di fine, il numero di ore da svolgere e la sede delle attività. Il Progetto Formativo deve essere consegnato presso la Presidenza delle Facoltà di Ingegneria.

L’attivazione del TPV richiede inoltre il versamento di due contributi:

  1. Tassa Erariale per l’Abilitazione alla Professione (tramite bollettino postale);
  2. Tassa per il Tirocinio Pratico Valutativo (tramite PagoPA, disponibile nell’area riservata dopo la presentazione del Progetto Formativo).

 

Chiusura del TPV 

Al termine del tirocinio, lo studente deve predisporre il Registro Mensile delle Presenze, riportando le ore effettivamente svolte per ciascun mese. Il registro deve essere firmato dal tirocinante, dal tutor aziendale e dal referente universitario delle attività di tirocinio. Il documento, una volta completato e convalidato, deve essere consegnato presso la Presidenza delle Facoltà di Ingegneria.

Studenti già abilitati

Gli studenti già in possesso dell’abilitazione alla libera professione di geometra possono richiedere il riconoscimento delle attività di tirocinio presentando un’apposita Istanza al Rettore. La richiesta deve essere inoltrata tramite Filo Diretto e corredata dell’attestazione di superamento dell’Esame di Stato oppure di un’autocertificazione conforme alla normativa vigente.

Studenti lavoratori

Gli studenti non ancora abilitati, ma titolari di un contratto di lavoro che impedisce lo svolgimento del tirocinio curriculare, possono richiedere lo svolgimento di un’attività formativa equivalente presso il proprio luogo di lavoro, a condizione che le mansioni svolte risultino coerenti con le attività indicate alla voce “Attività compatibili”.

In questo caso non è necessaria una convenzione tra il datore di lavoro e l’Università. L’attività formativa equivalente può essere attivata presentando il relativo documento secondo le modalità previste.